Intervista: AmbraMarie

 

Interview by Miriam C. & Anna Fortini

 

Ed eccoci benvenuti alla nostra prima intervista in italiano, probabilmente come mai vi chiederete perché non l’abbiamo fatto prima. Forse, non abbiamo avuto l’occasione giusta, forse eravamo un poco poltroni a non cercarla, chissà… ma l’occasione s’è fatta propizia in occasione del “Valery Records 10 Years Night” siamo riusciti ad intercettare AmbraMarie per una piccola interview. Ricorderete AmbraMarie per la sua partecipazione nella seconda edizione di XFactor nel 2009, senza il forse è stata una delle poche artiste nel talent farsi distinguere per il suo stile rock, molto diverso dalle solite proposte. Da lì, sono passati “3 anni, 2 mesi e 7 giorni” ed è guardacaso proprio il titolo del suo debut, sotto Valery Records. Ne volete sapere di più? Semplicemente state in nostra compagnia e leggete le sue parole.
 
Ciao Ambramarie benvenuta su Femme Metal Webzine, come va?

Tutto bene, molto bene grazie.

Iniziamo la nostra intervista chiedendoti una piccola presentazione riguardo le tue esperienze passate e il background, che ne dici?

Io canto da quando ho sei anni.. ho fatto un po’ di programmi televisivi anche quando ero piccola tipo Bravo Bravissimo, queste cose qua… allucinanti..cose di cui poi ti penti, però le ho fatte ahahahah… poi ho avuto un contratto discografico con la Warner però poi…vabbè ero piccola avevo 14/15 anni… poi verso i 17/18 anni ho conosciuto la mia band…la mia attuale band, abbiamo iniziato a lavorare alle nostre canzoni, a suonare dal vivo ovviamente tra cover e pezzi nostri perché si inizia chiaramente così… e ovviamente l’esperienza che mi ha permesso di diventare musicista a livello lavorativo a tutti gli effetti (perché prima ho studiato, poi ho fatto la barista) è stato quando ho fatto XFactor nel 2009…quello mi ha permesso di diventare musicista a tutti gli effetti… il backgraound vabbè sono tanti concerti, tante cose che ho fatto, questo un po’ il prima, ora invece sono 3 anni che giro con la mia band per tutta l’Italia a fare concerti ed ora che è uscito il disco facciamo molti più pezzi nostri dal vivo mentre prima era una sorte di limbo perché presentavamo i pezzi nostri però la gente faceva fatica ad ascoltarci perché non li conosce..molta gente siccome sa che non conosce quei brani purtroppo non ha quell’interesse verso il “nuovo”…dice “siccome non la conosco allora neanche l’ascolto”… purtroppo la mentalità è questa.. allora io cosa ho imparato a fare, le mie canzoni non le presentavo, perché nel momento in cui dicevo “adesso faccio un mio pezzo” la gente andava a fumarsi un sigaretta, andava in bagno ecc ecc… Ma dico! Ascoltala almeno 50 secondi se poi ti fa schifo te ne vai..lo accetto…però sulla presentazione te ne vai…allora ho detto “vaffanculo non presento niente”, e presento il pezzo alla fine così almeno magari qualcuno rimaneva ad ascoltarla ahahah

Prima di passare a parlare del tuo album…mi parleresti dell’intesa che c’è stata con Valery Records?

Guarda noi ci siamo conosciuti tramite persone in comune che ci hanno presentato…noi cercavamo persone interessate al nostro disco che era stato già registrato proprio perché l’interesse mio e della band era quello di registrare un disco con le nostre idee quindi con l’aiuto di un produttore che è Alessandro Paulucci (che ha lavorato con Baustelle, Vanilla Sky) volevamo fare un disco “nostro” senza troppe influenze del tipo “tu fai quello, tu fai quell’altro”, quindi il disco era già finito… la Valery lo ha ascoltato e ha detto “interessante” così è iniziata la collaborazione… è anche per quello che c’è voluto tanto, non nel realizzarlo, ma per trovare qualcuno che credesse in un disco da idee che venissero solo dalla band, perché come ti ho detto se fai pezzi tuoi alla gente non interessa… questo viene fuori anche da varie opinioni che abbiamo raccolto negli anni, da varie esperienze, perché se non ci sono grandi nomi di autori dietro manco te le ascoltano…questo è un grande problema, allora abbiamo conosciuto la Valery che era molto aperta proprio perché erano cose nuove.. da persona nuove… e così è stato il nostro incontro.

Allora, il tuo album “3 anni, 2 mesi e 7 giorni” …come mai è passato così tanto tempo da XFactor all’uscita di questo album?

Diciamo che io a XFactor sono uscita alla sesta puntata..sono entrata, ho fatto un bel percorso però sono uscita a metà programma…l’etichetta del programma ha comunque voluto tenermi nella scuderia degli artisti però chiaramente bisognava risolvere i contratti con quelli che erano arrivati primo, secondo e terzo e quindi già lì i tempi sono molto ma molto lunghi quando non sei nessuno… poi per divergenze artistiche io volevo fare un determinato sound, loro magari volevano farmi fare un EP io invece volevo fare un disco completo e così abbiamo sciolto il contratto però nel frattempo era passato 1 anno e mezzo…e da quell’anno e mezzo riprendi in mano il tutto, continua a suonare, facevamo sempre il nostro lavoro ma ovviamente volevamo far uscire il nostro disco dopo 8 anni e abbiamo pezzi nostri nuovi, ma anche pezzi che avevamo scritto all’inizio.. e quindi volevamo fare un disco di 14 pezzi…noi ne abbiamo scritti tantissimi, abbiamo fatto una cernita e abbiam detto “questo disco ci piacerebbe farlo con questi brani”… e poi in Italia è difficile coi tempi che corrono capire i personaggi, anche se noi non facciamo un rock da strapparsi i capelli… è un rock normale…però il rock sembra ancora più difficile… appena sentono 2 chitarre distorte la gente si spaventa e quindi trovare delle persone che veramente interessata… poi vuoi una serie di sfighe, problemi nel mixaggio allora è passato tutto questo tempo ma poi la soddisfazione è che il disco è come lo volevamo noi..è un po’ come quando fai casa no? La fai e poi guardandola dici “ma magari l’avrei fatta diversa”… come tutte le cose a cui tieni che fanno parte di te… ed è bello perché c’è tutto quello che volevamo, i suoni che volevamo che non è sempre facile, a meno che non sei autoprodotto e allora lì fai quello che cazzo vuoi…

Quindi se tu dovessi dire “per me questo album rappresenta….”. Cosa rappresenta?

Rappresenta un po’ le mie due sfaccettature che sono: il mio lato più aggressivo, energico del rock n’roll e quello più malinconico… ci saranno canznoni molto più energiche e quelle da tagliarti le vene perché c’è questo mio lato malinconico con testi tristi, tutti con storie che finiscono male ma non ce la faccio a scrivere cose felici…sono una persona felice, però… abbiamo tutti questi momenti ahahah anche perché c’è sempre qualcosa che inevitabilmente va male, è triste…

Nel tuo team possiamo annoverare un pezzo da novanta come Steve Lyon (Depeche Mode, The Cure, Paul McCartney) che ha collaborato attivamente alla stesura dei testi e agli arrangiamenti vocali. Come è stato lavorare con lui e quando l’hai incontrato/contattato per la prima volta?

Lo abbiamo conosciuto sempre per conoscenze comuni… mi han detto “vogliamo presentare questo tuo progetto a Steve Lyon”. Che quando me l’han detto mi sono un po’ spaventata perché ha presentato grandi artisti come Depeche Mode, The Cure, Paul McCartney, Subsonica e io ho detto “vabbè fateglielo sentire”..lui l’ha ascoltato, gli è piaciuto e ha voluto collaborare a questo disco e mi ha aiutato molto sia con la linea melodica sia con la pronuncia visto che ci sono testi sia in italiano che in inglese..

A proposito di questa cosa, come mai hai voluto fare dei testi in italiano ed altri in inglese?

Guarda noi scriviamo da tanti anni come ti ho detto e all’inizio mi divertivo di più a scrivere in inglese…era più semplice, più immediato e col tipo di musica che facciamo noi è più adatto l’inglese… quindi mi veniva automatico scrivere in inglese ma col passare degli anni, vivi tante cose, cresci, ascolti anche cose che ti aiutano no? Ed infine è trovato negli ultimi anni scrivere in italiano…e nel momento in cui dovevamo decidere che canzoni mettere nel disco ce ne piacevano alcune in italiano e alcune in inglese quindi abbiamo deciso di metterne un po’ e un po’… ce ne siamo sbattuti le palle e l’abbiamo fatto come volevamo senza stare a sentire le solite cose che se non scrivi in inglese non vai da nessuna parte… alla fine ci sono canzoni che vanno bene in inglese ma che in italiano fanno schifo e viceversa… però diciamo che così, con queste canzoni in inglese cerchiamo anche di farci un mercato estero…

Ecco pensi che l’estero sia pronto per la musica italiana?

Allora io ricevo sempre tante opinioni…ci sono molti che dicono che all’estero apprezzano le sonorità italiane perché abituati all’ascolto, mentre altri dicono che se non fai i testi in inglese, in un’inglese come dio comanda, non vai da nessuna parte…sento tante cose, anche da esperienze diverse che vanno una contro l’altra… penso che bisogna provarci semplicemente…se va, bene sennò comunque sai di averci provato e amen…non credo che ci sia una regola base per queste cose, certo se le fai in inglese devi farle bene senza dire stronzate anche se dico sempre “hanno così tante cose belle da ascoltare perché dovrebbero ascoltare le mie” ahahha no comunque vedo che hanno sempre interesse ad ascoltare cose nuove cose che secondo me qua in Italia non c’è… come dicevo prima qui non c’è la cultura del nuovo… poi ci sono anche tanti pregiudizi (anche se ti dirò me ne aspettavo di più) perché si arriva da un reality come XFactor, manco fosse il Grande Fratello…è comunque una cosa relativa al canto…ecco mi piacerebbe che la gente mi ascoltasse a prescindere: ti piaccio? Ecco a prescindere dal fatto che arrivo da XFactor mi dovresti ascoltare… secondo me è importante COSA arriva più che DA DOVE arriva…

Pensi che la tua esperienza ad XFactor in qualche modo ti abbia penalizzato?

Ad oggi ti dico di no, poi magari in giro sentirai altre opinioni… io ho fatto il mio percorso, nel momento in cui mi hanno proposto cose che non mi piacevano l’ho detto, l’ho fatto capire, percepire, le ho dovute fare lo stesso perché il gioco è quello senò non ci partecipi e lo fai…. d’altronde in Italia ci sono pile e pile di dischi che nessuno ascolterà mai, perché arrivano arrivano arrivano e tu devi trovare un modo per farti conoscere. Noi, intendo con la mia band, abbiamo fatto un sacco di concerti e io sono entrata per farmi conoscere ma poi comunque so che avrei continuato con loro… ormai in giro c’è troppa musica, non come negli anni 60 che lo facevano alcuni e quindi erano riconoscibili… ora c’è troppo sovraccarico quindi fai un sacco di provini, tra l’altro io non ero convinta di partecipare perché se ti fanno fare cosa che non t piacciono che fai? Allora dici “e ma allora continui a fare cappuccini?” che per l’amor di dio è sempre un lavoro ma allora non fai niente per fare quello che vuoi davvero? Quando sono uscita da XFactor non è che ho fatto subito tutto quello che mi proponevano..io volevo fare quello che volevo io.. infatti è fatto tutto da me e il mio bassista… non abbiamo inventato niente di nuovo da dire “oh mio dio che hanno inventato questi?” è semplicemente la nostra musica. Poi comunque da quando sono uscita abbiamo fatto una marea di concerti…tutte le sere, mica una volta al mese.. quindi non credo che mi abbia penalizzato, ti penalizza nel momento in cui ci sono i pregiudizi però spero sempre che la gente venga a sentirmi dal vivo e cambi idea.

A livello di promozione, i recenti vincitori di X Factor, intendo le ultime 2 edizioni, pensi siano stati molto più “pompati” che nelle prime quattro edizioni andate in onda in chiaro (escluse poche eccezioni come Giusy Ferreri, Noemi e Mengoni)?

Che tra l’altro loro non avevano neanche vinto! Mmm guarda non saprei… ho notato che da quando è passato a Sky ha avuto una forte presa…però non saprei dirti… non so se è stato un fatto di assegnazione di testi o altro… anche perché questo è un mondo che gira in modo strano, a volte a culo o a conoscenze o a badget… non lo so, magari perché è stato seguito molto dal web che ormai va molto… non saprei… magari è una combinazione di fattori. Poi io non mi pongo mai queste domande…di solito penso che se un artista va è perché piace al pubblico ecco…

Parliamo del tuo video “Quello che resta” intanto complimenti perché è davvero stupendo… cosa ci puoi dire riguardo la sua preparazione e la sua location?

Il video è stato fatto da 2 giovani film maker Nicolò Puppo e Francesco Teo. Nicolò è un fotografo ritrattista di Alassio che tra l’altro ha appena vinto un concorso della National Geografic ed è lo stesso che ha fatto le foto e la copertina del disco e aveva anche questa passione per i video e ha preso questa strada del filmaker… gli abbiamo detto di ascoltarsi il brano, gli abbiamo dato carta bianca e infatti ha fatto un lavoro di cui siamo contentissimi… la location era al Palazzo Niccolari di Albenga…abbiamo allestito tutte le scene all’interno di questo fantastico palazzo ed è nato questo video molto scenico diciamo…sono persone giovani che fanno bene quello che amano fare infatti secondo me bisogna far fare alla gente quello che san fare meglio

Ecco una cosa che mi ha incuriosito molto è quel muro tutto tappezzato di fogli che puoi tu strappi via, rappresenta qualcosa?

E’ molto metaforico… “Quello che resta” racconta di queste 2 persone a cui è rimasta solo l’abitudine, la polvere, un racconto di cui non vedrai mai la fine e infatti c’è questo manichino immobile che piano piano viene mosso perché in qualche modo la storia deve rompersi no? E i fogli hanno su proprio il testo di “Quello che resta” e lo strapparli rappresenta la liberazione di questo rapporto… Tant’è che l’inizio dice “Aspetto qui lui mi odierà io resto qui lui non lo sa”  perché è nella stanza con un’altra persona e dice “io aspetto che qualcuno mi fermi dal tradire questa persona”  però quello che resta nel nostro rapporto ormai è questo. Poi c’è il mio bassista che si infila in questa bacinella di latte rappresenta la purificazione dopo che è stato bruciato e distrutto… il chitarrista che viene preso dalle mani rappresenta la manipolazione, perché ormai la storia te lo impone. Ognuno aveva un ruolo che rappresentava una metafora di questa relazione.

Il tuo album vede la partecipazione del grandissimo Pino Scotto nella song “Regina di Cuori”, come è nata questa partecipazione e com’è stato lavorare con lui?

Guarda non ti dirò le solite cose  “ci siamo conosciuti tra una bevuta e l’altra”… l’ho conosciuto tramite Nicky della Valery, Pino è della Valery, Nicky ha parlato di me a Pino e gli ha chiesto se gli andava di fare un duetto con AmbraMarie, ha voluto sentire come cantavo dopodiché ha accettato la collaborazione e ha pensato che “Regina di cuori” che è dedicata a Freddie Mercury, fosse ideale per un duetto… forse perché anche a lui piace Freddie Mercury, ma d’altronde se non ti piacciono i Queen sei un demente e dovresti essere gambizzato all’istante ahaha poi pino l’ho visto molto come persona “interessata”, molto carino, alla mano, una persona squisita…come un nonno rock che aiuta la nipotina ahahah.

Ora per finire, volevo sapere quali saranno i tuoi prossimi progetti per promuovere il tuo debut “3Anni, 2Mesi e 7Giorni”? Immagino tanti concerti, no?

Sicuramente, anche perché siamo un gruppo di straccioni che non hanno il papà che ci paga spazi pubblicitari ahahah quindi sarà sicuramente fare concerti, concerti, concerti… portiamo il disco per venderlo, poi pubblicità sul web, su Facebook… coi mezzi nostri e della Valery che ha tutti i suoi mezzi… ma comunque suonare suonare e suonare anche se i canali più grandi rimangono la TV e la radio… magari fra 20 anni non sarà più così e la TV verrà sostituita da YouTube ahaha. Vorremmo una piccola parte di persone che sia interessata a noi e che aspetti il nostro secondo album…

Bene, AmbraMarie ti ringrazio per quest’intervista. Vuoi fare un saluto ai tuoi fans e i nostri lettori di Femme Metal?

Coi saluti non sono molto brava, è una di quelle cose che mi imbarazza da morire! Molto semplicemente ragazzi vi saluto! Rock n Roll sempre, sostenete la musica, la musica dal vivo.. se non sapete cosa fare uscite e andate ad ascoltare musica!!!

 

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