Browsing articles tagged with " steve"
Mar 12, 2015
admin
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Issa – “Crossfire” (2015)

Label: Frontiers Records

Review by Tony Cannella

The Norwegian queen of melodic hard rock is back with her 4th album. Issa Oversveen released her debut album “Sign of Angels” in 2010 and through her following albums and up to her latest release (“Crossfire”) she has continued to carve out a steady path in the world of melodic hard rock.

Like her previous releases Issa presents an album full of up-tempo, melody heavy melodic hard rock. I have always said that it is impossible to be angry or in a bad mood while listening to Issa’s music and “Crossfire is no different. The bouncy “Crossfire” gets us off to a high energy start that is heavy on the vocal harmonies that will stick in your head long after you’ve heard it for the first time. “New Horizon” is next and instantly became a huge favorite. Continue reading »

Mar 11, 2014
admin
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Silent Opera – “Reflections” (2014)

Label: Massacre Records

Review by Tony Cannella

Not to be confused with the female fronted Italian metal band of the same name, THIS Silent Opera hails from France and were formed in 2007. In 2010 this symphonic power/death metal band released their inaugural EP, “Act One”. Now the band is signed to Massacre and the release of their full-length debut (“Reflections”) is upon us.

The first thing about “Reflections” that got my attention was the duel male/female vocals utilized by Silent Opera. Laura Laborde’s vocals are very much in the operatic range whilst Steven Shriver uses the death metal style of singing. Next, Silent Opera combines dramatic classy epic style numbers with more aggressive, thrashy material, their ability to do that with conviction is a testament to the diversity of the band. I may be wrong here but musically, the band strikes me as somewhat theatrical and cinematic as well. Continue reading »

Dec 28, 2012
admin

Intervista: AmbraMarie

 

Interview by Miriam C. & Anna Fortini

 

Ed eccoci benvenuti alla nostra prima intervista in italiano, probabilmente come mai vi chiederete perché non l’abbiamo fatto prima. Forse, non abbiamo avuto l’occasione giusta, forse eravamo un poco poltroni a non cercarla, chissà… ma l’occasione s’è fatta propizia in occasione del “Valery Records 10 Years Night” siamo riusciti ad intercettare AmbraMarie per una piccola interview. Ricorderete AmbraMarie per la sua partecipazione nella seconda edizione di XFactor nel 2009, senza il forse è stata una delle poche artiste nel talent farsi distinguere per il suo stile rock, molto diverso dalle solite proposte. Da lì, sono passati “3 anni, 2 mesi e 7 giorni” ed è guardacaso proprio il titolo del suo debut, sotto Valery Records. Ne volete sapere di più? Semplicemente state in nostra compagnia e leggete le sue parole.
 
Ciao Ambramarie benvenuta su Femme Metal Webzine, come va?

Tutto bene, molto bene grazie.

Iniziamo la nostra intervista chiedendoti una piccola presentazione riguardo le tue esperienze passate e il background, che ne dici?

Io canto da quando ho sei anni.. ho fatto un po’ di programmi televisivi anche quando ero piccola tipo Bravo Bravissimo, queste cose qua… allucinanti..cose di cui poi ti penti, però le ho fatte ahahahah… poi ho avuto un contratto discografico con la Warner però poi…vabbè ero piccola avevo 14/15 anni… poi verso i 17/18 anni ho conosciuto la mia band…la mia attuale band, abbiamo iniziato a lavorare alle nostre canzoni, a suonare dal vivo ovviamente tra cover e pezzi nostri perché si inizia chiaramente così… e ovviamente l’esperienza che mi ha permesso di diventare musicista a livello lavorativo a tutti gli effetti (perché prima ho studiato, poi ho fatto la barista) è stato quando ho fatto XFactor nel 2009…quello mi ha permesso di diventare musicista a tutti gli effetti… il backgraound vabbè sono tanti concerti, tante cose che ho fatto, questo un po’ il prima, ora invece sono 3 anni che giro con la mia band per tutta l’Italia a fare concerti ed ora che è uscito il disco facciamo molti più pezzi nostri dal vivo mentre prima era una sorte di limbo perché presentavamo i pezzi nostri però la gente faceva fatica ad ascoltarci perché non li conosce..molta gente siccome sa che non conosce quei brani purtroppo non ha quell’interesse verso il “nuovo”…dice “siccome non la conosco allora neanche l’ascolto”… purtroppo la mentalità è questa.. allora io cosa ho imparato a fare, le mie canzoni non le presentavo, perché nel momento in cui dicevo “adesso faccio un mio pezzo” la gente andava a fumarsi un sigaretta, andava in bagno ecc ecc… Ma dico! Ascoltala almeno 50 secondi se poi ti fa schifo te ne vai..lo accetto…però sulla presentazione te ne vai…allora ho detto “vaffanculo non presento niente”, e presento il pezzo alla fine così almeno magari qualcuno rimaneva ad ascoltarla ahahah

Prima di passare a parlare del tuo album…mi parleresti dell’intesa che c’è stata con Valery Records?

Guarda noi ci siamo conosciuti tramite persone in comune che ci hanno presentato…noi cercavamo persone interessate al nostro disco che era stato già registrato proprio perché l’interesse mio e della band era quello di registrare un disco con le nostre idee quindi con l’aiuto di un produttore che è Alessandro Paulucci (che ha lavorato con Baustelle, Vanilla Sky) volevamo fare un disco “nostro” senza troppe influenze del tipo “tu fai quello, tu fai quell’altro”, quindi il disco era già finito… la Valery lo ha ascoltato e ha detto “interessante” così è iniziata la collaborazione… è anche per quello che c’è voluto tanto, non nel realizzarlo, ma per trovare qualcuno che credesse in un disco da idee che venissero solo dalla band, perché come ti ho detto se fai pezzi tuoi alla gente non interessa… questo viene fuori anche da varie opinioni che abbiamo raccolto negli anni, da varie esperienze, perché se non ci sono grandi nomi di autori dietro manco te le ascoltano…questo è un grande problema, allora abbiamo conosciuto la Valery che era molto aperta proprio perché erano cose nuove.. da persona nuove… e così è stato il nostro incontro.

Allora, il tuo album “3 anni, 2 mesi e 7 giorni” …come mai è passato così tanto tempo da XFactor all’uscita di questo album?

Diciamo che io a XFactor sono uscita alla sesta puntata..sono entrata, ho fatto un bel percorso però sono uscita a metà programma…l’etichetta del programma ha comunque voluto tenermi nella scuderia degli artisti però chiaramente bisognava risolvere i contratti con quelli che erano arrivati primo, secondo e terzo e quindi già lì i tempi sono molto ma molto lunghi quando non sei nessuno… poi per divergenze artistiche io volevo fare un determinato sound, loro magari volevano farmi fare un EP io invece volevo fare un disco completo e così abbiamo sciolto il contratto però nel frattempo era passato 1 anno e mezzo…e da quell’anno e mezzo riprendi in mano il tutto, continua a suonare, facevamo sempre il nostro lavoro ma ovviamente volevamo far uscire il nostro disco dopo 8 anni e abbiamo pezzi nostri nuovi, ma anche pezzi che avevamo scritto all’inizio.. e quindi volevamo fare un disco di 14 pezzi…noi ne abbiamo scritti tantissimi, abbiamo fatto una cernita e abbiam detto “questo disco ci piacerebbe farlo con questi brani”… e poi in Italia è difficile coi tempi che corrono capire i personaggi, anche se noi non facciamo un rock da strapparsi i capelli… è un rock normale…però il rock sembra ancora più difficile… appena sentono 2 chitarre distorte la gente si spaventa e quindi trovare delle persone che veramente interessata… poi vuoi una serie di sfighe, problemi nel mixaggio allora è passato tutto questo tempo ma poi la soddisfazione è che il disco è come lo volevamo noi..è un po’ come quando fai casa no? La fai e poi guardandola dici “ma magari l’avrei fatta diversa”… come tutte le cose a cui tieni che fanno parte di te… ed è bello perché c’è tutto quello che volevamo, i suoni che volevamo che non è sempre facile, a meno che non sei autoprodotto e allora lì fai quello che cazzo vuoi…

Quindi se tu dovessi dire “per me questo album rappresenta….”. Cosa rappresenta?

Rappresenta un po’ le mie due sfaccettature che sono: il mio lato più aggressivo, energico del rock n’roll e quello più malinconico… ci saranno canznoni molto più energiche e quelle da tagliarti le vene perché c’è questo mio lato malinconico con testi tristi, tutti con storie che finiscono male ma non ce la faccio a scrivere cose felici…sono una persona felice, però… abbiamo tutti questi momenti ahahah anche perché c’è sempre qualcosa che inevitabilmente va male, è triste…

Nel tuo team possiamo annoverare un pezzo da novanta come Steve Lyon (Depeche Mode, The Cure, Paul McCartney) che ha collaborato attivamente alla stesura dei testi e agli arrangiamenti vocali. Come è stato lavorare con lui e quando l’hai incontrato/contattato per la prima volta?

Lo abbiamo conosciuto sempre per conoscenze comuni… mi han detto “vogliamo presentare questo tuo progetto a Steve Lyon”. Che quando me l’han detto mi sono un po’ spaventata perché ha presentato grandi artisti come Depeche Mode, The Cure, Paul McCartney, Subsonica e io ho detto “vabbè fateglielo sentire”..lui l’ha ascoltato, gli è piaciuto e ha voluto collaborare a questo disco e mi ha aiutato molto sia con la linea melodica sia con la pronuncia visto che ci sono testi sia in italiano che in inglese..

A proposito di questa cosa, come mai hai voluto fare dei testi in italiano ed altri in inglese?

Guarda noi scriviamo da tanti anni come ti ho detto e all’inizio mi divertivo di più a scrivere in inglese…era più semplice, più immediato e col tipo di musica che facciamo noi è più adatto l’inglese… quindi mi veniva automatico scrivere in inglese ma col passare degli anni, vivi tante cose, cresci, ascolti anche cose che ti aiutano no? Ed infine è trovato negli ultimi anni scrivere in italiano…e nel momento in cui dovevamo decidere che canzoni mettere nel disco ce ne piacevano alcune in italiano e alcune in inglese quindi abbiamo deciso di metterne un po’ e un po’… ce ne siamo sbattuti le palle e l’abbiamo fatto come volevamo senza stare a sentire le solite cose che se non scrivi in inglese non vai da nessuna parte… alla fine ci sono canzoni che vanno bene in inglese ma che in italiano fanno schifo e viceversa… però diciamo che così, con queste canzoni in inglese cerchiamo anche di farci un mercato estero…

Ecco pensi che l’estero sia pronto per la musica italiana?

Allora io ricevo sempre tante opinioni…ci sono molti che dicono che all’estero apprezzano le sonorità italiane perché abituati all’ascolto, mentre altri dicono che se non fai i testi in inglese, in un’inglese come dio comanda, non vai da nessuna parte…sento tante cose, anche da esperienze diverse che vanno una contro l’altra… penso che bisogna provarci semplicemente…se va, bene sennò comunque sai di averci provato e amen…non credo che ci sia una regola base per queste cose, certo se le fai in inglese devi farle bene senza dire stronzate anche se dico sempre “hanno così tante cose belle da ascoltare perché dovrebbero ascoltare le mie” ahahha no comunque vedo che hanno sempre interesse ad ascoltare cose nuove cose che secondo me qua in Italia non c’è… come dicevo prima qui non c’è la cultura del nuovo… poi ci sono anche tanti pregiudizi (anche se ti dirò me ne aspettavo di più) perché si arriva da un reality come XFactor, manco fosse il Grande Fratello…è comunque una cosa relativa al canto…ecco mi piacerebbe che la gente mi ascoltasse a prescindere: ti piaccio? Ecco a prescindere dal fatto che arrivo da XFactor mi dovresti ascoltare… secondo me è importante COSA arriva più che DA DOVE arriva…

Pensi che la tua esperienza ad XFactor in qualche modo ti abbia penalizzato?

Ad oggi ti dico di no, poi magari in giro sentirai altre opinioni… io ho fatto il mio percorso, nel momento in cui mi hanno proposto cose che non mi piacevano l’ho detto, l’ho fatto capire, percepire, le ho dovute fare lo stesso perché il gioco è quello senò non ci partecipi e lo fai…. d’altronde in Italia ci sono pile e pile di dischi che nessuno ascolterà mai, perché arrivano arrivano arrivano e tu devi trovare un modo per farti conoscere. Noi, intendo con la mia band, abbiamo fatto un sacco di concerti e io sono entrata per farmi conoscere ma poi comunque so che avrei continuato con loro… ormai in giro c’è troppa musica, non come negli anni 60 che lo facevano alcuni e quindi erano riconoscibili… ora c’è troppo sovraccarico quindi fai un sacco di provini, tra l’altro io non ero convinta di partecipare perché se ti fanno fare cosa che non t piacciono che fai? Allora dici “e ma allora continui a fare cappuccini?” che per l’amor di dio è sempre un lavoro ma allora non fai niente per fare quello che vuoi davvero? Quando sono uscita da XFactor non è che ho fatto subito tutto quello che mi proponevano..io volevo fare quello che volevo io.. infatti è fatto tutto da me e il mio bassista… non abbiamo inventato niente di nuovo da dire “oh mio dio che hanno inventato questi?” è semplicemente la nostra musica. Poi comunque da quando sono uscita abbiamo fatto una marea di concerti…tutte le sere, mica una volta al mese.. quindi non credo che mi abbia penalizzato, ti penalizza nel momento in cui ci sono i pregiudizi però spero sempre che la gente venga a sentirmi dal vivo e cambi idea.

A livello di promozione, i recenti vincitori di X Factor, intendo le ultime 2 edizioni, pensi siano stati molto più “pompati” che nelle prime quattro edizioni andate in onda in chiaro (escluse poche eccezioni come Giusy Ferreri, Noemi e Mengoni)?

Che tra l’altro loro non avevano neanche vinto! Mmm guarda non saprei… ho notato che da quando è passato a Sky ha avuto una forte presa…però non saprei dirti… non so se è stato un fatto di assegnazione di testi o altro… anche perché questo è un mondo che gira in modo strano, a volte a culo o a conoscenze o a badget… non lo so, magari perché è stato seguito molto dal web che ormai va molto… non saprei… magari è una combinazione di fattori. Poi io non mi pongo mai queste domande…di solito penso che se un artista va è perché piace al pubblico ecco…

Parliamo del tuo video “Quello che resta” intanto complimenti perché è davvero stupendo… cosa ci puoi dire riguardo la sua preparazione e la sua location?

Il video è stato fatto da 2 giovani film maker Nicolò Puppo e Francesco Teo. Nicolò è un fotografo ritrattista di Alassio che tra l’altro ha appena vinto un concorso della National Geografic ed è lo stesso che ha fatto le foto e la copertina del disco e aveva anche questa passione per i video e ha preso questa strada del filmaker… gli abbiamo detto di ascoltarsi il brano, gli abbiamo dato carta bianca e infatti ha fatto un lavoro di cui siamo contentissimi… la location era al Palazzo Niccolari di Albenga…abbiamo allestito tutte le scene all’interno di questo fantastico palazzo ed è nato questo video molto scenico diciamo…sono persone giovani che fanno bene quello che amano fare infatti secondo me bisogna far fare alla gente quello che san fare meglio

Ecco una cosa che mi ha incuriosito molto è quel muro tutto tappezzato di fogli che puoi tu strappi via, rappresenta qualcosa?

E’ molto metaforico… “Quello che resta” racconta di queste 2 persone a cui è rimasta solo l’abitudine, la polvere, un racconto di cui non vedrai mai la fine e infatti c’è questo manichino immobile che piano piano viene mosso perché in qualche modo la storia deve rompersi no? E i fogli hanno su proprio il testo di “Quello che resta” e lo strapparli rappresenta la liberazione di questo rapporto… Tant’è che l’inizio dice “Aspetto qui lui mi odierà io resto qui lui non lo sa”  perché è nella stanza con un’altra persona e dice “io aspetto che qualcuno mi fermi dal tradire questa persona”  però quello che resta nel nostro rapporto ormai è questo. Poi c’è il mio bassista che si infila in questa bacinella di latte rappresenta la purificazione dopo che è stato bruciato e distrutto… il chitarrista che viene preso dalle mani rappresenta la manipolazione, perché ormai la storia te lo impone. Ognuno aveva un ruolo che rappresentava una metafora di questa relazione.

Il tuo album vede la partecipazione del grandissimo Pino Scotto nella song “Regina di Cuori”, come è nata questa partecipazione e com’è stato lavorare con lui?

Guarda non ti dirò le solite cose  ”ci siamo conosciuti tra una bevuta e l’altra”… l’ho conosciuto tramite Nicky della Valery, Pino è della Valery, Nicky ha parlato di me a Pino e gli ha chiesto se gli andava di fare un duetto con AmbraMarie, ha voluto sentire come cantavo dopodiché ha accettato la collaborazione e ha pensato che “Regina di cuori” che è dedicata a Freddie Mercury, fosse ideale per un duetto… forse perché anche a lui piace Freddie Mercury, ma d’altronde se non ti piacciono i Queen sei un demente e dovresti essere gambizzato all’istante ahaha poi pino l’ho visto molto come persona “interessata”, molto carino, alla mano, una persona squisita…come un nonno rock che aiuta la nipotina ahahah.

Ora per finire, volevo sapere quali saranno i tuoi prossimi progetti per promuovere il tuo debut “3Anni, 2Mesi e 7Giorni”? Immagino tanti concerti, no?

Sicuramente, anche perché siamo un gruppo di straccioni che non hanno il papà che ci paga spazi pubblicitari ahahah quindi sarà sicuramente fare concerti, concerti, concerti… portiamo il disco per venderlo, poi pubblicità sul web, su Facebook… coi mezzi nostri e della Valery che ha tutti i suoi mezzi… ma comunque suonare suonare e suonare anche se i canali più grandi rimangono la TV e la radio… magari fra 20 anni non sarà più così e la TV verrà sostituita da YouTube ahaha. Vorremmo una piccola parte di persone che sia interessata a noi e che aspetti il nostro secondo album…

Bene, AmbraMarie ti ringrazio per quest’intervista. Vuoi fare un saluto ai tuoi fans e i nostri lettori di Femme Metal?

Coi saluti non sono molto brava, è una di quelle cose che mi imbarazza da morire! Molto semplicemente ragazzi vi saluto! Rock n Roll sempre, sostenete la musica, la musica dal vivo.. se non sapete cosa fare uscite e andate ad ascoltare musica!!!

 

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Dec 26, 2012
admin

INTERVIEW: Lucy & Veon – Mechanical God Creation

Interview by Connie Bach

Translated by Disgraced

 

Released on Wormholedeath, Mechanical God Creation’s album “Cell XIII” is all finely-tuned fury. There is nothing but steelyaggression in MGC‘s brand of well-crafted death metal.
 
Hello, Lucy.

HI!!!

How did you come up with the dark topics “Cell XIII” discusses?

The album was born from the wish to express our inner, undeclared and huge anger. We have thought about how our society denies us the possibility to free and vent our inner rage, if not only in determinated occasions, as a matter of fact we’re all chained to this concrete armchair, as was Prometheus to the mountain. From this analysis we’ve decided that it was time to let our voice be heard and represent this huge and inner force.

Would you say, that the combination of powerful lyrics and powerful instruments creates a kind of chemistry? Is it something that feeds itself, and you, on a deeper level?

 We tried to make music and lyrics fit together in order that no one of them abandoned each other. It was like we have tried to weave a well-stichted and tight texture that oozed all this aggressivness: the more the music was getting violent, the more my voice and my vocal lines were becoming aggressive and violent!

How did “Cell XIII” build on the foundations the band already had? How does it reflect where Mechanical God Creation wants to go?

“Cell XIII” helped us to find the perfect way to develop a composing process, a musical alchemy that sadly has been lost later on, since some members left the band. Of course the work done didn’t lose its value: it’s been the ground for a great, personal growth that will surely be useful for the nex record and that will help me going on on my musical road. Neither me nor the other MGC will stop, on the opposite we’ll get better and better with the new line-up!

Specifically, what does the name “Cell XIII” refer to?

As I told you before, we started exploring the world of repressed anger where the body acts like a cage: the word “cell” comes from here and also the artwork leads to that concept, actually there’s a person chained up in a cell. “XIII” has an esoteric and symbolic meaning, according to a worldwide tradition: it’s an ambiguous number open to a myriad of interpratations and it represents the human duality, our inner and outer self.

Lucy, from your personal point of view, how does Mechanical God Creation differ from earlier projects you have worked on? Is there one thing you would bring from the past experience? If so, what?

MCG is a more personal project, I feel it mine more than the others because I created them out of nothing; I founded this band to try and create something new, something that was only mine in the world of extreme music. This is my band and not a band that I simply joined! The past lives on as a legacy in terms of songwriting and live experiences, professionality and a huge care for those details both musical and non-musical that gravitate around the band. Moreover, past experiences obviously help you to deal more easily with some situations and people and so they allow you to better understand what’s going on. What nowadays is often denied is basic, without any doubt, to build an important project!

This question is for each member of MGC to offer input on. If each of you had one artist who influenced you the most, who would he/she be? Why would you choose them? Each of you probably has a different, individual answer.

Lucy: The first artist who inspired me the most was Cadaveria: I liked her vocal style a lot, very aggressive but with a feminine touch nevertheless.

Veon: There are surely three artists who had a big influence on me, which are Jaco Pastorius, Steve Di Giorgio and Jeroen Paul Thesseling. They have been in bands that I always loved. Another aspect that influenced me a lot stylistically and melodically has been the one of bringing bass-playing to a new level: not only a rythmic one but something inbetween rythmic melody and soloist parts.

If you all agreed upon a dream venue (even if it is one that does not exist yet), could you describe that ideal show, line-up, concert venue, etc.? This is sort of meant for those interested to get a sense of how you all can put this image together, by working with each other, the same way you do with a song.

Well, playing Wacken is always a dream. I’ve been there as a fan and I can say it’s a very cool festival, so many people and interesting bands. But there are of course a lot of other places where we’d like to play. Our biggest love, so to say, are big open air festivals. Now I won’t list here all the bands we’d like to share the stage with… way too many!

Another one for all of you to contribute to. What goes through your head the moment you finish a gig?

When the concert is over and you go downstage many emotions always linger on: in front of you there was someone who was there to listen to you, who was searching for something in you, who wanted to find a strong emotion in your music and therefore you hope you managed to communicate all that. You hope you played a great show, something unique because after all every gig is unique and unrepeatable and so wonderful! I take the chance to thank everyone who follows us and all those who support us in what we do!

What kind of people seem to connect with MGC’s music the most? Why do you think it happens?

I think that MGC‘s music can appeal to several kinds of listeners: of course lovers of classic extreme metal as well as modern one and in general to whoever craves for a surge of adrenalin and wants to hear something fresh and new for some aspects. Last but not least, why not?, I think we might be appreciated also by those who want to rediscover the Italian death metal that in these last years gave us lots of nice surprises!

I have one final question, for each of you to answer, or work together on; its up to you. What is the fundamental purpose of music with darker themes?

It’s surely a stylistical and harmonic research that at first is aimed to create confusion in the listener but then wants to give a sensation of rage, safety and personality to the songs, both lyrics-, musical- and vocal-wise. Nowadays being out of trends using darker themes isn’t easy but there are some unxplored points of view that grant a new personality to his kind of music. It’s impossible to say how through words, you have to communicate and feel it with music’s own language.

Thanks to you, Lucy, and to everyone from Mechanical God Creation. I deeply appreciate everyone’s contribution.

Thanks to you for this chance and for the nice and challenging questions! Hope to hear you again soon!

 

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Oct 7, 2012
admin

Interview: Giorgia Gueglio – MasterCastle (2009)

 

 

Interview by Danny Robertson


Giorgia Gueglio, singer and founder for heavy/melodic Italian metal act MasterCastle, spoke to us to discuss their debut album “The Phoenix” (released April 2009) and the band’s history.

How and when did the band first get together?

I founded the MasterCastle band together with the guitar player Pier Gonella on 2008. We had many bands and collaborations in the past and we decided to put all experience and energy in something different. Pier wrote many hard rock/heavy metal songs and riffs using a particular baritone guitar, and we experimented my female voice on them. The result was an amazing mix for us. We went away composing and we called Steve Vawamas as bass player and Alessandro Bissa as guest drummer. We had known them for many years, as musicians and as people and their arriving changed the project into a real band. We finished 4 songs and we send them to the Lion Music label. They immediately proposed us a deal and we released the album “The Phoenix” on April 2009. We are grateful to all of Lion Music staff’s work and promotion for us.

Who first influenced you to become a vocalist?

My musical background is based on British and American hard rock. My first influence was David Coverdale of Whitesnake. I like his voice because it’s full of energy and very expressive.

Who/what are the band’s main influences as a whole?

Of course Whitesnake was a great influence for me. Then many 70′s, 80′s stuff like Led Zeppelin, I like very much Robert Plant’s voice also.

What inspired you to name the band MasterCastle?

We choose the MasterCastle name during travel after a gig. We were searching for something that could represent Giorgia Gueglio and Pier Gonella. Finally we found “Master” because of the great experience of Pier, as guitar hero, composer and producer and “Castle” because of my travelling passion. I visited many castles, especially in Scotland, and they’ve given me great emotions. So the two words are very common, but putting them together they become something different and original. You can translate them as “Main castle”, or “castle of the master”, and we like all those meanings.

How long did it take to write and record “The Phoenix”?

We sent a 4 tracks demo to Lion Music on August 2008. And at the end of December 2008 we sent to Lion Music all the stuff: the master of the album, three bonus tracks for the Japan release (Japan’s edition was released on September 2009 for the label Spiritual Beast), all graphic and booklet files. I consider this as a record! We worked very hard, but without stress, because all the band really believed in MasterCastle’s music and this has given us all the necessary energy.

What are the main themes and influences behind the tracks on the album?

I wrote all the lyrics and I get inspiration from human nature as well as forgotten tales and events. For example, the song “Greedy Blade” tells about the disaster of Vajont, a dam on the Italian alps that after a landslide, created a giant wave that destroyed towns and villages in the valley. The titletrack tells a story of human nature that needs to be as strong as the phoenix, the legendary bird which dies and is born again on his ashes. The song “Princess of Love” is a mystical tale about the magic presence of a clan of witches dancing in the forest. I really like this song and we made a videoclip that people can see on our MySpace.

How would you describe your sound? Are you comfortable with labels?

It’s not easy to describe our personal style. When we sent the stuff to Lion Music, they described my voice as “very powerful” and I’m very proud of this. Thinking about female (vocalists), expecially metal heads, they always think simply about a voice that is higher than a male voice and frame this in the gothic style, with very few exceptions. I don’t wanna do this. I try to be different from all female singers, putting all my energy and power in my voice, not necessarily going so high in frequences. Some months after the releasing of MasterCastle‘s album, I’m happy that people understood this and considered my voice as an original and particular. All MasterCastle sound was considered unique, not only because of my voice but for the original way in combining heavy metal and hard rock with classical influences.

What would you say has been your biggest non-musical influence?

Many non-musical things influence me, expecially in the lyrics. Maybe the biggest is nature. I like mountains, the sea, I like the color of nature, expecially in autumn and the sounds of nature. In the song “Cradle of Stone” I talk about this and about how man often kills nature with progress and technology. As I said before, I also like travel and visit uncontaminated places. They give me a lot of emotions and inspirations.

Who are your favourite current bands/acts? Made any recent CD purchases?

My last purchase was “The Resistance” by Muse. I like their music and their personal way of mixing rock with classical stuff.

Which other bands/acts, past or present, do you feel you share the most common ground with?

I think Whitesnake, Led Zeppelin, Kate Bush, Mike Oldfield.

What’s next for the band? Any tours in the pipeline?

After the release of the album we made some gigs, expecially in Italy but we started immediately composing other songs because our plan is to release another album in April 2010. Lion Music have given us another deal, so we are currently working towards the next MasterCastle album. The album is called “Last Desire”.

Any last messages for people?

First of all, thanks to you for this interview. Then I invite all listeners to MasterCastle site, where you can find our videoclips, unreleased songs and many other stuff. See you soon on stage!

 

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