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Intervista di Arianna Govoni

Considerati da molti come la punta di diamante del panorama symphonic metal italiano, i Sinheresy tornano di nuovo sotto i riflettori portando con sé aria di novità. Fresca è, infatti, la notizia che annuncia l’arrivo di un nuovo capitolo discografico, la cui pubblicazione è prevista per luglio via Scarlet Records. In occasione della partecipazione al celebre Milady Metal Festival, manifestazione dedicata alle voci femminili, abbiamo incontrato la dolcissima Cecilia Petrini, lead singer della band friulana, la quale ci ha parlato del ritorno dei nostri sul palco e ci anticipa qualche piccola chicca inerente al prossimo lavoro in studio.  

Ciao Cecilia, bentornata sulle pagine di Femme Metal webzine. È da parecchio tempo che, effettivamente, non ci scambiamo due chiacchiere. Come stai?

Cecilia: Beh, molto, molto bene!!

Oggi ci troviamo in un nuovo contesto, dopo sei anni, che non sono pochi alla fine… Siamo qui all’Arci Tom, come vi sentite? Siete belli carichi?

Cecilia: Sì, assolutamente! Siamo molto elettrizzati da questa nuova data, perché in primis il contesto è molto bello, il locale lo abbiamo sentito nominare spessissimo, però non avevamo mai avuto occasione di suonarci, quindi finalmente siamo arrivati anche noi sul palco dell’Arci Tom! In secondo luogo, questo concerto segna la fine di un’era un po’, essendo l’ultimo concerto nel quale suoneremo quasi e solo esclusivamente le canzoni dell’ultimo disco, “Domino”.

È notizia di ieri (venerdì 3 maggio, ndr) quella che annunciava l’uscita del vostro prossimo lavoro in studio, in arrivo a luglio per Scarlet Records; pertanto, mi piacerebbe chiedervi qualcosa su questo nuovo disco, “Out Of Connection”, terzo disco per i Sinheresy. In che modo si differenzierà dai suoi predecessori, a parte la lineup che vi vede da sei membri a quattro? Quali temi avete affrontato questa volta?

Cecilia: Ti dirò che ci siamo lasciati assolutamente in buoni rapporti con Alex e Daniele, è stata proprio una questione di scelte di vita che assolutamente condividiamo! Ovviamente abbiamo dovuto ragionare un attimino sul futuro della band, abbiamo deciso chiaramente di non mollare, ma di “approfittare” anche di questa separazione per dare una svolta radicale anche al nostro stile musicale. In realtà, un po’ in “Domino” già c’erano i semi di un cambiamento rivolto verso una musica molto più diretta e molto meno sinfonica, quindi molto più asciutto dal punto di vista sia delle strutture delle canzoni che degli arrangiamenti. Questa cosa è stata portata e sviluppata ulteriormente in “Out Of Connection”, quindi sia dal punto di vista musicale e da quello lirico, abbiamo deciso di approfondire la nostra anima più energica, più diretta, più immediata proprio, considerando il fatto che, ormai, abbiamo cominciato poco più che ventenni, ora abbiamo tutti più di trent’anni. Siamo completamente calati in una società schiava del social, dell’immagine, della tecnologia, ma anche alleata, non solo schiava! Portare, quindi, questi temi in musica è stato praticamente inevitabile, facendo parte integrante della nostra vita.

La copertina, che ho visto appunto ieri, è molto ‘cibernetica’ e futuristica, a tratti. Che cosa vuole rappresentare e come si ricollega, appunto, al disco stesso?

Cecilia: La copertina rappresenta praticamente quello che potrebbe essere una rappresentazione visiva di quello che ciascuno di noi interpreta come il proprio “io” digitale. È praticamente ormai inscindibile pensare alla propria persona soltanto ed esclusivamente come in relazione agli altri, in relazione fisica rispetto agli altri, siamo ormai in relazione digitale rispetto agli altri e quindi è questo quello che volevamo rappresentare con la copertina. L’abbiamo affidata a Gustavo Sazes, che ha già lavorato con gli Amaranthe, i Volbeat, ha fatto lavori spettacolari e gli abbiamo dato due piccolissimi input: gli abbiamo detto semplicemente di volere una persona in copertina, calata in una sorta di cyberworld e lui ci ha fatto questo. Ha colto perfettamente quello che volevamo rappresentare con questo cambio sia stilistico, che personale.

Questo sarà il primo lavoro discografico senza gli altri storici membri della band, Alex e Daniele. Come sono stati effettuati i lavori in sede di registrazione? Chi ha curato le loro parti in studio?

Cecilia: La batteria è stata registrata da Simone Morettin, l’ex batterista degli Elvenking, che ci ha dato una grossa mano con l’arrangiamento del suo strumento ed è stata registrata negli Hansen Studio, quindi da Jacob Hansen in Danimarca; invece, per quel che riguardano le parti di tastiera, sono ritornate ad essere gestite da Davide, il nostro bassista. All’epoca del nostro primo EP, “The Spiders And The Butterfly”, Daniele non era ancora entrato in formazione, quindi era stato Davide ad occuparsi degli arrangiamenti tastieristici ed è tornato anche qui a prendersene cura. Si va avanti ma allo stesso tempo rimaniamo fedeli alle nostre radici.

Cosa ha spinto gli attuali ex membri ad abbandonare la band? Vi erano altri progetti in ballo? O semplicemente volevano dedicarsi ad altre cose lontane dalla musica?

Cecilia: Non è successo niente di grave, niente di tragico! In realtà non è niente legato alla visione artistica della band, anzi, Alex e Daniele sono rimasti tra i nostri primi sostenitori! È proprio una cosa legata alla gestione della propria vita, perché comunque suonare in una band comporta enormi sacrifici, veramente enormi, soprattutto per chi, come noi, non ha un lavoro correlato alla musica, nemmeno per sbaglio! Questo, quindi, vuol dire che otto ore al giorno sono occupate da altro, ci tocca purtroppo relegare l’attività musicale al poco tempo libero che va, ovviamente, spartito tra famiglia, amici, altri hobbies, altri impegni… diventa complicato da gestire! Alex e Daniele hanno preferito dare priorità ad altri aspetti della loro vita, ma appunto, giustamente, siamo rimasti in ottimi rapporti.

I Sinheresy da oggi rimarranno un quartetto o vi state guardando intorno per trovare un nuovo bassista e un nuovo tastierista? Come verranno suonate le loro parti in sede live?

Cecilia: In questo momento sì, anche questo chiaramente diventa un po’ difficile da gestire, però per le parti tastieristiche, avendole anche ridotte comunque sia in “Domino” che in “Out Of Connection”, come potrai poi sentire, per quello ci appoggeremo alle parti pre-registrate. Per quel che riguardano le parti di batteria, invece, non potremo affidarci a delle basi, purtroppo, abbiamo, appunto, sia Simone che le ha registrate e spesso e volentieri ci dà una mano, che Gabriele Boz, che è qui con noi oggi al Milady Metal Fest; nel caso, possiamo anche affidarci ad altri batteristi della nostra regione, come Alfredo Macuz, Michele Manfredi… Insomma, per fortuna abbiamo molti amici disposti a darci una mano da questo punto di vista! È bello, poi, vedere come ciascuno di loro, comunque, dà il proprio apporto alla band, è bello, fa proprio bene al cuore!

Voi siete stati, forse, uno dei pochissimi gruppi italiani a riuscire a suonare praticamente all’estero subito con appena un disco di debutto alle spalle, “Paint The World”: tra i vari tour a cui avete preso parte ricordiamo sicuramente quello con i Lordi e quello con Tarja Turunen. Che cosa vi ricordate di queste due esperienze e che cosa pensate di aver portato a casa come insegnamento?

Cecilia: Fuori dal palco, Tarja Turunen è una persona dolcissima e questo è stato, ovviamente, di grande aiuto per noi che ci sentivamo un pochino in soggezione, però è stata ovviamente dolcissima, così come tutto il suo staff! Devo dire che sono persone molto, molto cordiali, amichevoli ed è stato, quindi, facile non avere alcun tipo di problema durante quel tour! Vederla, poi, esibirsi dopo aver visto come è fuori dal palco, calma, tranquilla e dolce, nei cinque concerti che abbiamo fatto con lei nelle maggiori capitali d’Europa, cercavo di rubare un po’ con gli occhi e con le orecchie qualcosa delle sue mosse, del suo modo di fare, perché è veramente vulcanica senza calcolare, poi, dal punto di vista tecnico è una macchina da guerra! È stata sicuramente una delle esperienze più belle fatte col gruppo! Da ogni tour si porta via qualcosa di diverso, perché ciascun tour arriva anche in un momento diverso della tua carriera dove sei, più o meno, preparato ad affrontare certe situazioni. Se con i Lordi, magari, era il nostro primo e vero, grande tour, quindi eravamo anche inesperti dal punto di visto tecnico perché, semplicemente, vuoi la preparazione del palco, vuoi della preparazione prima di affrontare lo show, con Tarja, da questo punto di vista, eravamo un po’ più ferrati, quindi è andato tutto liscio. Tra l’altro, avevamo anche la fortuna che l’altra band di supporto, The Shiver, fossero italiani, quindi questo rendeva molto più facile la comunicazione e la gestione di tutti gli aspetti tecnici dietro il palco… Sicuramente ho avuto più libertà di poter, come ti dicevo prima, di osservare proprio il modo di fare di Tarja, sia sul palco che fuori, imparare molto e crescere personalmente come cantante e capire che una cosa è fondamentale: amare il proprio lavoro! Lei lo ama con tutto il suo cuore e lo si vede in qualunque cosa fa, questa cosa mi ha spronata molto, comunque, a continuare con la band, anche perché, come dicevo prima, le difficoltà sono tante…. Però vedere come lei si dedica con tutta sé stessa, beh, non puoi fare a meno di sentirti ispirata a farlo anche tu!

Io, come ben sapete, ho avuto modo di vedervi parecchi anni fa a Bologna in supporto ai grandissimi Anathema dove, per l’occasione, per restare conformi alla serata presentata, avete offerto al pubblico uno show interamente suonato in acustico. Quale è il ricordo più bello di quella serata, se ne avete uno? ? 

Cecilia: Sicuramente ricordo tutta la parte della preparazione che è stata frenetica, perché siamo stati avvisati del fatto che il concerto fosse in acustico meno di un mese prima! Noi non avevamo preparato le nostre canzoni in una veste acustica, quindi abbiamo dovuto totalmente ri-arrangiarle da capo e provarle, ovviamente, in meno di un mese… quindi la parte di preparazione è sempre stata con l’acqua alla gola, poi invece appena saliti sul palco col batticuore, vedere calare le luci, cominci con il tuo arpeggio di chitarra, con le tue note di tastiera, visto che all’epoca c’era Daniele che suonava, ti rilassa. La musica ti rilassa, al contempo ti cura, ti spaventa, perché non sai se sarai in grado di dare una prestazione buona, di livello, però dopo più vai avanti a suonare, più ti tranquillizzi e meglio viene l’esibizione. Avere anche un’ottima risposta da parte del pubblico, chiaramente, è uno scambio di energia che aiuta molto.

Attualmente quali saranno gli impegni che vi vedranno coinvolti prossimamente, in attesa di presentare, appunto, al pubblico il nuovo disco?

Cecilia: Per il momento abbiamo anche fissato qualche festival estivo, il primo dei quali sarà il Hails of Rock in Bulgaria, dove suoneremo per la precisione il 30 di giugno, insieme ai Children Of Bodom e Garbage. Ovviamente, poi, ci sarà una sessione di concerti un po’ più intensa verso l’autunno e chiaramente stiamo preparando, sempre per promuovere il nuovo disco, i video ufficiali! Quello del primo singolo uscirà a fine mese, siamo già in preparazione anche per il secondo, in modo da riuscire a pubblicarlo entro l’estate.

Quindi c’è già un po’ di hype, insomma! Cecilia, io ti ringrazio, come sempre, perché sei dolcissima e carinissima. Ti lascio la possibilità di concludere questa nostra chiacchierata come meglio desideri e ci si vede sotto palco tra qualche ora!

Cecilia: Io non posso far altro, ovviamente, che ringraziarti per l’intervista, per la presenza, per il supporto costante che dai alla scena musicale italiana. L’unica cosa che posso dire è, come si dice in gergo, di rimanere sintonizzati sulle nostre pagine social perché, ormai, adesso è tutto a ruota, da ieri vista la notizia della pubblicazione del nuovo disco, chiaramente, si rincorrono tutte le novità!

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