Intervista di Federico De Maria

Band italiana tutta da scoprire, le Killin’ Baudelaire danno un’ulteriore conferma del loro innato talento e della loro immensa energia nel nuovo capitolo discografico dedito da Bagana Records, “Vertical Horizon”. A ridosso dell’uscita discografica, avvenuta un paio di settimane fa, abbiamo colto l’occasione di condurre una breve intervista con queste quattro rockers per parlare di quest’ultima creatura di casa Killin’ Baudelaire. Buona lettura!

Ciao Ragazze, benvenute su Femme Metal Webzine. Come state? Iniziamo col farvi i complimenti per il vostro album, mi è piaciuto veramente tanto ed è proprio una bomba!

Killin’ Baudelaire: Ciao! Grazie mille per il vostro interesse. Siamo molto felici di rispondere alle vostre domande, speriamo di soddisfare tutte le curiosità vostre e dei lettori!

Dal vostro debutto discografico “It Tastes Like a Sugar” (2016) ad ora ci sono stati alcuni cambi di line-up, la formazione attuale è stabile da tre anni(spero di non sbagliarmi) ad ora. Cosa vi ha portato di positivo questo cambiamento? E soprattutto perché Cleo ha deciso di passare dalla batteria alla voce principale?

Helly: Questo cambiamento di formazione ci ha permesso di poter espandere le nostre possibilità di espressione musicale. Ci siamo sentite aperte e pronte a intraprendere un percorso musicale più complesso rispetto al primo disco. Oggi siamo riuscite a dare forma e vita a delle idee che in passato non avevamo modo di poter sviluppare appieno. Personalmente trovo che questo cambio ci abbia portato a un miglioramento, sia tecnico che artistico. Cleo è sempre stata un’ottima batterista, precisa sul timing e con un bel tocco, ma in realtà nasce come cantate ed è sempre stata più dedita a questa strada. Infatti al giorno d’oggi è anche vocal coach! Con questo disco ha potuto tirare fuori il meglio di sé, concentrandosi solamente sulla voce, mentre nel lavoro precendente si era anche occupata, oltre la batteria, di fare le seconde voci.

Ascoltando il disco si nota una notevole miscela di generi; dal metalcore al nu-metal/crossover con un massiccio uso di elettronica. Una vera e propria evoluzione di stile rispetto al vostro primo Ep che mirava più su sonorità Hard Rock/Alternative Metal. Cosa vi ha fatto muovere verso questa direzione sonora?

Helly: L’entrata di Alice ed me, provenienti da un background che arriva fino al metal più estremo, ha portato a nuove possibilità ritmiche. Ed è proprio da qui che abbiamo iniziato ad esplorare un sound più d’impatto. Quando componiamo vogliamo creare della musica che,  pur partendo da punti diversi, ci porti ad intraprendere nuove direzioni, per poi convogliarci assieme sullo stesso binario, per renderci infine la band che siamo. Non vedevamo l’ora suonare qualcosa più aggressivo e vario rispetto al primo EP. Ed è proprio quello che abbiamo fatto! Siamo amanti dei break down ed è stata una gioia poterli proporre in una chiave più core. E’ una soddisfazione vedere da sopra il palco la gente che reagisce bene!

Come avviene il processo di composizione delle canzoni?

Nixe: Il nostro modo di comporre è abbastanza vario, non seguiamo una linea predefinita. Molto spesso, si parte da un’idea di qualcuna e la si rielabora… Solitamente il testo viene dopo! Ad esempio, una volta stesa la base strumentale, Cleo disegna una linea vocale utilizzando parole a caso, che poi vengono riscritte e reinterpretate in base al mood della neonata canzone (ad esempio “Blind Fate”). Ma è anche successo che ci fosse una linea vocale già pronta, con testo già scritto, su cui si è poi andati a lavorare sull’arrangiamento (è il caso della nostra ballad “Building Ends”).

Che significato ha per voi il titolo Vertical Horizon e perché proprio questo titolo avete scelto?

Nixe: Il titolo dell’album è anche il titolo della canzone che chiude il lavoro. L’idea di questo titolo è abbastanza remota, precedente al termine della composizione di tutte le tracce. L’idea di un orizzonte verticale rappresenta per noi un simbolo di elevazione, in qualsiasi campo la si voglia intendere (personale, professionale, spirituale). Era un messaggio che ci sembrava sia d’impatto sia di positività e forza.

Sappiamo che ognuna di voi ha influenze e percorsi musicali differenti, ascoltandovi mi viene spontaneo chiedervi quali sono i gruppi, ed i generi che sono stati più significativi per ognuna di voi?

Helly: La mia band preferita sono i Nine Inch Nails perchè ritiengo che riescano a convogliare tutte le sfumature che ritrovp nelle mie band preferite, le quali invece prediligono una scelta prettamente mono genere. Come i Suicide Silence o i Behemoth. Oppure come i Depeche Mode o i The Prodigy. I NIN sono invece in grado di presentare atmosfere e sonorità che cambiando totalmente da brano a brano e da disco a disco mantenendo la loro identità unica. Per questo li considero completi più di qualunque altra band.

Nixe: Per me è davvero impossibile dire quale sia il mio genere o la mia band preferita. Posso passare dai Motley Crue ai Ghost e dai Type O Negative a Lana Del Rey senza battere ciglio, soffermandomi sui The Prodigy o su una sonata di Bach. Credo che tutto ciò che mi piace abbia qualcosa che tocca le corde più profonde della mia emotività, ma per capire con precisioni quali possano essere, forse ci vorrebbe una seduta di ipnosi!!

Cleo: Ascolto principalmente metalcore e deathcore, nell’ultimo anno ho iniziato ad apprezzare anche musica più elettronica trovando molte band metalcore con tante influenze dance, come per esempio gli Eskimo Callboy. Ho iniziato in realtà studiando jazz per poi appassionarmi al funky, fino a che ho conosciuto i Red Hot Chili Peppers quando avevo 12 anni. Da quel momento ho scoperto il mio amore per il rock fino ad appassionarmi a generi decisamente più pesanti.

Alice Lane: Ci sono molti gruppi che amo, ogni fase della mia vita ha avuto un “preferito”… Il genere che preferisco è l’hardcore old school in stile Suicidal Tendencies o Hatebreed, infatti se dovessi scegliere il mio gruppo preferito direi senz’altro questi ultimi. Ad oggi sono la band che esigo vedere sempre dalla prima fila, nonostante il rischio di decesso sia molto alto! Sono inoltre persone adorabili e questo non fa altro che rafforzare la mia devozione verso di loro.

Leggendo i testi delle vostre canzoni salta subito all’occhio un mood aggressivo e diretto nell’espressioni, quasi fossero riferite a qualcuno/a o semplicemente enunciassero un senso di rivincita verso l’esterno. Come sono nati e da cosa per essere più precisi?

Cleo: A parte un paio di testi, nessuno è rivolto a persone in particolare. Abbiamo cercato di unire tutte le nostre esperienze per poi raccontarle con una storia che ci accomunasse, una specie di metafora per raccontare un sentimento preciso. Come avete già notato, il sentimento che prevale è la rivalsa. Non era nostra intenzione trasmettere un messaggio negativo, senza però eliminare la negatività che caratterizza certe situazioni che le persone vivono. Abbiamo così deciso di raccontare la nostra visione della presa di coscienza: so che mi ritrovo in un momento difficile, ora devo rimboccarmi le maniche. La salità sarà lunga e faticosa ma so che riuscirò ad arrivare in cima.

Sempre i testi, sono scritti da tutte e 4 oppure c’è una songwriter?

Killin’ Baudelaire: No, non c’è una sola songwriter. Capita che i testi vengano scritti da una sola persona (non sempre la stessa) oppure insieme.

Oltre alle date già in programma dopo l’uscita dell’album, avete intenzione di promuoverlo con un tour nazionale e/o estero?

Cleo: Avevamo già un piccolo tour in programma che è stato giustamente annullato a causa della quarantena. Sicuramente faremo un tour italiano e anche un tour europeo. Bagana Music Agency, nostra label italiana, collabora con delle etichette che lavorano solo in Europa, quindi organizzeremo entrambi i tour appena sarà possibile. Speriamo un giorno di poterci spingere oltre, magari in America!

Come definireste la vostra musica per chi non vi conosce ancora, e come lo convincereste ad ascoltare il vostro nuovo album?

Helly: Sicuramente alternative metal è il termine più indicativo ma comunque incompleto. Come hai ben detto prima, la nostra proposta è multigenere, ma la matrice nasce dal metal e crossover. Crediamo che il punto forza di questo nostro ultimo lavoro sia proprio la versatilità contenuta in esso. Lo consiglieremmo indubbiamente agli amanti dei generi citati in precedenza, ma ci teniamo in maniera particolare ad indicarlo a chi è ancora un neofita nel metal o generi affini. Per noi sarebbe fantastico introdurre nel nostro mondo, chi non vi è ancora entrato! E finora abbiamo avuto molti riscontri di questo tipo e la cosa ci rende molto fiere!

Purtroppo navigando sulle piattaforme social e non solo, mi è capitato di leggere alcuni commenti negativi su di voi e sul fatto che abbiate ottenuto risultati solo grazie al vostro aspetto fisico. Cosa vorreste rispondere a questi “leoni da tastiera/hater repressi” pronti solo a trovare una scusa qualsiasi per gettare fango sul gruppo?

Killin’ Baudelaire: Che ci dispiace per loro!

La nostra piacevole conversazione si conclude qui ragazze. Un grosso in bocca al lupo per il futuro e per questo progetto veramente cazzuto. Un saluto per i lettori e Stay Rock!

Killin’ Baudelaire: Grazie a voi per la vostra intervista, vi aspettiamo ai nostri live!

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