FLESHGOD APOCALYPSE: le foto

di Arianna Govoni

Tre anni sono il lungo lasso di tempo che hanno tenuto i Fleshgod Apocalypse lontani dai nostri palchi. Affamati, quindi, di tornare a suonare per la propria, vastissima audience, i Maestri del symphonic death metal italiano ritornano onstage per tre nuove date esclusive nel nostro paese.

La prima, tenutasi a Vicenza, ha registrato addirittura un soldout incredibile e ha visto una band più carica e desiderosa di sfogare il proprio desiderio di tornare a fare musica dal vivo.

Femme Metal ha presenziato alla tappa modenese della band, tenutasi lo scorso 14 maggio al “neonato” Sheratan Live Club (ex- MK Live Club) di Carpi dove, per l’occasione, la band è stata supportata da tre realtà musicali lodevoli: Exitium, Crowdead e Madvice.

Riviviamo questo incredibile ritorno on stage grazie agli incredibili scatti di Arianna Govoni.

Special thanks to: Bam Booking e Orion Agency per la professionalità e il supporto dimostrato a Femme Metal.

Exitium:

Toccano ai death/black metallers EXITIUM aprire le danze di questa incredibile serata dedicata all’extreme metal più puro. Nascosto dietro un ampio mantello nero con cappuccio, il vocalist T. fa il proprio ingresso sulle note di “Hammering The Walls Of Grace” e, da subito, il pubblico carpigiano si raccoglie in religioso silenzio per godere della performance del quintetto veronese. Nel corso della breve mezzora messa a propria disposizione, la band presenta una manciata di brani che, molto probabilmente, andranno a comporre il primo lavoro in studio i quali, in questa sede, sembrano essere ben recepiti dagli astanti presenti in sala. Ottimo il lavoro delle chitarre e del basso di Matteo Baroni (Apocryphal, Skorbutiks), concentrati sui rispetti strumenti e la cui padronanza tecnica è stata pulita ed impeccabile. Una scoperta decisamente piacevole che, personalmente, vorrei rivedere in altri contesti dal vivo, poiché, si sa, il panorama underground ha molte chicche che meritano di essere conosciute!

Scaletta:

01. Hammering The Walls Of Grace
02. Sinister
03. Spoils
04. Dieu

Crowdead:

Con la seconda band in cartellone, si mischiano un po’ le carte in tavola. I Crowdead, quartetto mantovano dedito ad una miscela di death e groove metal, si presentano belle energici sul palco dello Sheratan Club, in particolar modo è il frontman Roberto Renoffio a guadagnare le luci dei riflettori: il cantante, infatti, da subito si presenta molto affabile e disponibile al dialogo col pubblico e sembra anche particolarmente emozionato nel condividere lo stesso palco con le leggende nostrane Fleshgod Apocalypse. In questa sede, la band presenterà alcuni estratti dal suo unico album all’attivo, “Malphas”, uscito nel 2020. I pezzi sono granitici e scorrono senza troppe interruzioni. La band è bella carica e trasmette tutta la sua energia senza mezzi termini e il pubblico sembra reagire molto bene alla proposta dei quattro giovani musicisti. Un’ottima vetrina anche per la band mantovana che, come confermato qualche settimana fa, avrà modo di calcare nuovamente il palco il prossimo 9 luglio in supporto ai grandissimi Katalysm a Cerea (VR). Vivamente consigliati a coloro che vorrebbero ascoltare qualcosa di fresco e decisamente intrigante!

Scaletta:

01. Overload
02. Deadcrow
03. Malphas
(intermezzo)
04. Serpent Specter
05. Pray And Burn
06. Paralyzed
07. In Search Of My Demon

Madvice:

L’atmosfera diventa ancora più calda con la terza band in cartellone, i Madvice. La band pisana, capitanata dal frontman Asator, a breve pubblicherà il suo secondo lavoro in studio, “Under The Burning Sky” e questa è l’occasione perfetta per presentare al pubblico alcuni estratti della release, tra cui il singolo promozionale “The Funeral Of Human Race”. Per chi non fosse familiare in modo alcuno con il quintetto toscano, la band è prevalentemente conosciuta per il suo melting pot di melodic death metal che spesso si rifà ad influenze black e thrash, un mix che già si era fatto conoscere nel primo lavoro in studio del 2018, “Everything Comes To An End”. A guadagnare ulteriore attenzione da parte degli astanti è la chitarrista Maddalena Bellini, il cui guitar work è cristallino e privo di sbavature, sempre supportata dal bassista Raffaele Lanzuise e dal drumming preciso di Marco Moretti. Una prestazione molto buona, che ha evidenziato maggiormente le qualità artistiche e musicali di una band che ha ancora molto da dire e che meriterebbe certamente una maggior attenzione da parte di critica e fans!

Scaletta:

01. Doomnion
02. Everything Comes To An End
03. The Funeral Of Human Race
04. Warpath
05. Blinded
06. Extintion
07. The Gate

Fleshgod Apocalypse:

Finalmente il momento è giunto: tocca ai Maestri del symphonic death metal italiano fare il proprio ingresso onstage! Un tour, questo, rimandato a lungo a causa del protrarsi della situazione sanitaria nazionale ma che, ora, trova la sua giusta dimensione ed è pronto a portare nuovamente sul palco i Fleshgod Apocalypse. Certo, sono cambiate tante cose dall’ultima esibizione a cui la sottoscritta prese parte nel 2016: lo storico frontman Tommaso Riccardi ha lasciato il gruppo per dedicarsi alla famiglia, cedendo così il posto al vocalist originale, Francesco Paoli (il musicista subentrò in veste di batterista in una seconda re-incarnazione della band in seguito all’ingresso di Riccardi, ndr), David Folchitto, entrato nella band poco prima della pubblicazione dell’ultimo lavoro in studio “Veleno” ha ceduto il proprio posto al batterista ucraino Eugene Ryabchenko e alla chitarra troviamo Fabio Bartoletti (ex-Hideous Divinity, ex-Deceptionist). Sulle note di “The Deceit”, la band fa il proprio ingresso onstage ed è pronta ad esplodere con “Fury”, i musicisti sono tutti belli agguerriti, in particolar modo Francesco Paoli e il bassista Paolo Rossi, gli unici – fra l’altro – che manterranno un’interazione costante con il pubblico qui presente. In questa nuova prova dal vivo, la band avrà modo di presentare un ricco repertorio che verterà sì sulle ultime pubblicazioni, in particolar modo “Veleno” e “King”, ma coprirà anche le produzioni meno recenti. Una band bella agguerrita sul palco, dicevamo, che purtroppo in questa sede ha anche dovuto fronteggiare alcuni piccoli intoppi tecnici: Eugene, in varie occasioni, ha dovuto richiedere l’intervento del fonico Alessandro Salari per sistemare il drumkit e, successivamente, un fan, invitato sul palco dallo stesso Paoli, causerà danni non indifferenti all’impianto della band, fattore, questo, che manderà un po’ sulle furie il tastierista Francesco Ferrini e il batterista stesso, costretto a cimentarsi in un drum solo per permettere ai compagni di sistemare al volo le problematiche. Rattoppato l’inconveniente, la band torna più carica che mai e presenta alcuni dei suoi pezzi più conosciuti, quali “The Violation” e “Minotaur (The Wrath of Poseidon)!, che scatenano circle pit belli concitati nella piccola sala dello Sheratan Club. Nel corso della serata, la band ha voluto omaggiare Trevor Strnad, vocalist dei The Black Dahlia Murder, scomparso recentemente. Francesco Paoli, il cui volto nascondeva un po’ di tristezza, ha ricordato al pubblico presente delle difficoltà dell’artista, suicidatosi lo scorso 12 maggio, invitando gli astanti a parlare e a confidarsi laddove determinate problematiche dovessero insorgere. Un discorso, questo, approvato e applaudito a piene mani da qualsiasi persona presente in sala e proprio il brano in scaletta, “The Fool”, verrà dedicato al compianto artista, con il quale la band aveva condiviso alcuni tour in Nord America e il cui ricordo rimarrà sempre vivo! In men che non si dica, però, l’ora e mezza a disposizione della band si consuma fin troppo velocemente e ci troviamo di fronte già alla chiusura. Immancabile, ovviamente, la bellissima “The Forsaking” che, come sempre, regala brividi lungo la schiena a chi, come la sottoscritta, imparò a conoscere la band proprio grazie ad “Agony”, disco pubblicato nel 2011 con Nuclear Blast Records. Ci mancavano i Fleshgod dal vivo? Decisamente sì. La band, diventata nel corso degli anni un vero e proprio vanto per noi italiani, ha saputo nuovamente regalarci emozioni che, difficilmente, verranno dimenticate e si è resa protagonista ancora una volta di uno show ricco di sorprese e decisamente tecnico. In chiusura, vorremmo ricordare che la band suonerà a fine mese nella propria città natale, Perugia, per un ultimo show in compagnia dei Genus Ordinis Dei e, in attesa di rivederli a breve sul palco, non possiamo che continuare a seguire e a supportare un gruppo che, come detto pocanzi, rappresenta a tutti gli effetti l’Italia nel mondo!

Scaletta:

(The Deceit)

  1. Fury
  2. Healing Through War
  3. Sugar
  4. Monnalisa
  5. The Violation
  6. Song played from tape
  7. Epilogue
  8. Drum solo
  9. Minotaur (The Wrath of Poseidon)
  10. No
  11. Cold as Perfection
  12. The Fool (dedicated to Trevor Strnad)
  13. The Egoism
  14. The Forsaking
    (Messa da Requiem: Dies Irae)
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